Non so cosa farete questo primo maggio. Non so dove andrete nè come vi divertirete. Con che gente starete, quanta strada farete. Magari starete ad arrostire carne in qualche casa sperduta, di qualche paese sperduto, con qualche amico racimolato qua e là così all’improvviso. Magari punterete sull’economico e andrete alla Rosa Dei Venti. Magari resterete nella vostra depressione. Magari lavorerete, il che è un pò un paradosso. O magari, magari vi chiamate Ermes e resterete a casa. Quello che è certo, è che io quest’anno non farò niente di tutto ciò. Quest’anno, per la prima volta da agosto, “I quattro di Malta” tornano in trasferta. Non so se vi basta mezza settimana in giro per l’Urbe, con mezza Italia concentrata lì dentro. Non so se vi basta un assortimento di artisti come questo. Forse è meglio restare a Barcellona e andare ad arrostire in campagna.. Quello che è certo, come dicevo, è che un pampinoto, un fighetto, un “fascinoso” (Negro) e me medesimo, a meno di dodici ore da adesso saremo già lì. Ovviamente la valigia è ancora vuota, i vestiti stesi, la doccia da fare e il lettore da aggiornare, quindi la chiudo qui. Tra meno di due ore si parte, ora di arrivo 7 e VENTITRE’. Quindi se siete dei nostri, sempre e comunque.. CI VEDAMO A ROMA. Ah dimenticavo.. ADDIO…. BABBEI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Ci vediamo a Roma!
Pubblicato da salvosimone su Aprile 29, 2009
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Mi sta sul cazzo…
Pubblicato da salvosimone su Marzo 15, 2009
Mi sta sul cazzo chi mi vede e non mi saluta, mi sta sul cazzo chi fa finta di non vedermi per non salutarmi. Mi sta sul cazzo chi cerco di aiutare e non si fa aiutare, mi sta sul cazzo quando aiuto quacuno e non è nemmeno riconoscente, mi sta sul cazzo quando aiuto qualcuno e si prende il dito con tutto il braccio. Mi sta sul cazzo chi si sente superiore, mi sta sul cazzo chi non capisce di essere inferiore. Mi stanno sul cazzo tutti quelli che cercano di andare al di là del convenzionale per farsi i fighi. Mi stanno sul cazzo tutti quelli che non fanno altro che apparire per farsi i fighi. Mi sta sul cazzo che sulle labbra di quasi tutti ci sia “Sinceritààà” mentre nelle loro parole c’è solo ipocrisia. Mi fanno solo pena, invece, tutti quelli che usano facebook e msn a scopo auto-pubblicitario in maniera scandalosamente evidente. Si, parlo anche con TE
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Caro Paolo
Pubblicato da salvosimone su Febbraio 20, 2009
Mi domando perchè tanto riguardo nei miei confronti. Mi domando perchè tali e tante dediche a me personali continuino ad impegnare le tue giornate.
Mi domando come un uomo (con tutte le elucubrazioni che andrebbero spese in merito del valore di questa parola, ma lasciamo stare) di 19 anni possa non aver di meglio da fare che perdere tempo a commentare (ed evidentemente a visitare) il mio blog, soprattutto visto e considerato che lo consideri una merda.
Ad esempio, a me il ristorante indiano fa schifo, ma non ci mangio tutti i giorni nè gli dedico una pagina personale ogni settimana.
Sarà‘ che non hai di meglio da fare, e poi dare esami di ingegneria, caro collega, e in questo ti comprendo, è impegnativo. E gli svaghi in una città come Torino per un ragazzo non sono molti, evidentemente.
Sarà‘ che citare filosofi, storici e ideologi vari fà tanto figo, specialmente se poi magari il tuo blog lo visita qualche ragazzina che così ti scambierà per un’acculturato (oltre che intelligente.. Fai il cubo di Rubik in 1 minuto e 19, mica cazzi) e poi magari finisce che te la riesci persino a baciare a qualche festa.
Sarà quel che sarà, ma proprio non riesco a capacitarmi di questo tuo strenuo accanimento.
Il fatto poi che le tue giornate siano così pregne di vita sociale da dedicarmi pagine alle 6 e 41 del mattino, però, a dir poco mi commuove.
Il tuo affezionatissimo, Salvatore
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La tutela della privacy nell’era di facebook.
Pubblicato da salvosimone su Gennaio 31, 2009
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La partita di pallone
Pubblicato da salvosimone su Gennaio 25, 2009
Non contenti di quanto appena accaduto, ci appostiamo all’uscita del liceo classico e tra due chiachiere col Fugazzotto e il Todaro, due telefonate e due conversazioni multiple di msn riusciamo a organizzare la consueta partita di calcetto settimanale, un evento che accomuna gruppi di amici di tutte le età in tutta Italia, da generazioni. Avete presente la partita scapoli contro ammogliati del film di Fantozzi? Siamo a quei livelli, solo che noi di solito facciamo Malati terminali-Sani fisicamente o quasi.
Tale partita è ideale per sfogare il nervosismo accumulato in una settimana, mantenersi in forma, e spendere cinque euro.
La nostra in particolare ha sempre delle singolari caratteristiche:
il numero di bestemmie supera sempre di molte volte il numero dei gol totali, moltiplicato per dieci.
Il numero di gol, è molto alto, viste le difese “attente” e i quattro attaccanti ogni sei giocatori.
Emanuele cade rovinosamente a terra almeno una volta.
Il proprietario del campo, per un motivo o l’altro, viene sempre irritato fino all’incazzatura.
In campo volano scarpe, insulti, stinchi e pallonate nei punti vitali.
A Ermes vengono i crampi.
Qualcuno non viene all’ultimo momento e viene sostituito con chicchessia.
Se c’è Ciccio Recupero, ha i calzettoni rosa.
G**suè lancia di continuo esternazioni belluine che farebbero rabbrividire anche il più audace carpentiere navale, del tipo:
“Oggi mamozzo mi sa chi sceppi na para i mmafaiati“
(Oggi, caro amico mio, credo che tu possa incorrere in svariati atti di violenza).
Oppure
“Mi pari a mia chi tu non ni manci cipudda” [Significato ignoto]
(Io ritengo che tu non sia del tutto solito desinare con delle cipolle)
Ma soprattutto, e prima di tutto, ogni dannatissima volta succede qualcosa prima di arrivare, cosicchè accade che buona parte degli pseudo-giocatori si presenta puntualmente mezz’ora dopo il calcio di inizio.
Come quella vota che Manuri disse “Cinque e mezza massimo e sono a casa, mi prendete e andiamo”. Arrivò a casa alle 6 e dieci, ancora non cambiato.
Ma questa volta no, ho organizzato tutto, tutto è perfetto. Mi cambio mezz’ora prima, non è da me, ma va bene così. Ho un bel pò di tempo libero, il piano è semplice: Prendo Enrico, lascio mia sorella in piazza, vado al campo. Tempo necessario cinque minuti, ne ho trenta, ma partiamo. Forse è la volta buona.
Faccio cento metri, cento cazzo di metri, e i miei sogni svaniscono nel nulla nell’esatto momento in cui vedo Ermes che agita le mani nella strada antistante, per attirare la mia attenzione.
Accanto a lui la macchina di Marco, ferma in mezzo alla carreggiata.
Mi fermo, mi corre incontro.
“Siamo rimasti a piedi”
“Questo lo vedo, cosa posso fare per aiutarvi?”
Ho escluso a priori l’idea di trainarli, così decidiamo di spingere la macchina verso un parcheggio di fortuna, poi scappiamo verso il campetto. Intanto Enrico mi aspetta, ignaro.
Siamo io, Marco ed Ermes. Ovviamente dato che Ermes ha al massimo la forza fisica per spingere in avanti il proprio stesso corpo, facciamo mettere lui al volante. Purtroppo non ha nemmeno la patente. “Premi la frizione, metti la folle e gestisciti lo sterzo, ok?”
“Certo certo, tutto ok”
Spingiamo la macchina, ma riusciamo a farla avanzare di pochissimo, ed è strano. Vabè che una Brava pesa 1100 chili (1150 Ermes incluso), ma siamo in pianura, dovrebbe muoversi più facilmente. Proprio niente da fare. Mancano dieci minuti alla partita.
Mia sorella propone di farci aiutare da alcuni suoi amici che stanno poco più avanti.
Andiamo con la mia macchina, li preleviamo a forza e senza spiegazioni, torniamo e li mettiamo al lavoro.
La macchina si muove meglio, quattro maschi giovani e più o meno forti che spingono con tutta la loro forza, ma niente. Ancora troppa fatica.
“Ma la frizione c’è?”
“SIII CERTO!!”
“A folle sei?”
“HO detto si!!”
Decidiamo di forzare, il vento gelido sferza la faccia e la pioggia ghiacciata inizia a pungere fastidiosamente, un misto tra rabbia e disperazione inizia ad investirci, ma noi continuiamo stoicamente a spingere con tutta la nostra forza. Ma il parcheggio è lontano, gli sforzi sono vani. cinque minuti alla partita, Enrico ignaro, gli telefono disperato, è già al campo.
La rabbia cresce sempre più.
IO:”Ma come ma sei rimasto a piedi?”
Marco: “Sono rimasto senza benzina“
La mia rabbia cresce in maniera esponenziale.
“MA LA FRIZIONE SEI SIC…”
“SIIIIIIII HO DETTOOO!!!”
Entro in macchina,
C’era il freno a mano tirato.
Poi bella partita: Gol, pali, pioggia, insulti, cadute, parate, vittoria 9 a 6, in rimonta.
Alla prossima partita. Potrebbe anche scapparci il morto.
Ah e poi quella sera, sempre ad Ermes, è caduto il cellulare nella tazza del water mentre eravamo a casa di Zingales.
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Un’attenta analisi sulla questione Kakà-Manchester City
Pubblicato da salvosimone su Gennaio 18, 2009
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Come promesso
Pubblicato da salvosimone su Gennaio 18, 2009
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Coming Soon
Pubblicato da salvosimone su Gennaio 5, 2009
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