mamozzo’s blog

Dal blog di uno che aveva poca voglia di scriverlo…

Archivio per Marzo 2008

Quando ne vale proprio la pena.

Pubblicato da salvosimone su Marzo 16, 2008

Quando passi una nottata in piedi, che se punti la sveglia tanto la ignori o al massimo la spegni irritato, pensi che tra pochi minuti c’è il GP. E’ da quando hai nove anni che non te lo perdi anche se è in piena notte.

E così si fanno le due, tutto a posto. Le tre, non potrebbe andare meglio. Le quattro, dannazione scopri che il gran premio è alle cinque. Si fanno le cinque, sonno ma resisti, tanto è alle cinque  e mezza… Finalmente si parte.

Tanta attesa ma sarai premiato da uno spettacolo degno del tuo sacrificio.. sì. Manco si parte, uno con tutto il rispetto fa un testacoda che neanche una ragazzina dopo due lezioni di scuola guida (cioè che ha appena imparato che acceleratore e freno sono due cose diverse).

Ma ecco che l’altro rimonta, corre, ecco che arriva terzo, lui si che è un grande. E proprio mentre ti dici: ho fatto bene a rimanere svegl… vedi una macchina rossa che rallenta e si ferma, si ritira.

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Una cosa positiva? Spegni e finalmente dormi.

Tanto lo sai, non importa cosa sia successo, la prossima volta starai sveglio comunque. Un motivo? C’è chi lo sport lo segue per vantarsi di qualcosa, per appropriarsi dei meriti frutto del sudore degli altri. “Abbiamo vinto di qua” ,” Abbiamo vinto di la” ,” Siamo i campioni”.

C’è chi invece lo segue solo per passione, perchè sa cosa voglia dire impegnarsi per un risultato, l’amarezza nel mancarlo, e l’immensa gioia e soddisfazione nel centrarlo.

“Che bello abbiamo vinto i mondiali, SIAMO CAMPIONI DEL MONDO!!!, l’ho sempre detto che avremmo vinto, siamo i più forti, altro che Brasile“.

E’ ironico pensare a come queste frasi vennero sfoderate da tutti e tutte. Quando tanto per fare un esempio fino a poco dopo la fine di Italia-Stati Uniti, un pareggio del tutto dignitoso e che ci stava benissimo le frasi dei più erano del tipo:

BUUUUUU che vergogna!!! Andatevene a  zappare strapagati del cazzo, e io che mi faccio un mazzo così. Tanto anche se loro vincono i soldi mica li danno a me”.

Poi l’Italia vinse, e subito tutti grandi sostenitori della patria.

Qualcuno mi dica se esiste una briciola di coerenza.

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Non c’è più religione

Pubblicato da salvosimone su Marzo 15, 2008

(pare inventato, ma almeno una quindicina di testimoni)

Anno 2006,un dì di ottobre circa,solo mezza classe presente,l’altra in un pizzo di montagna a fare un “corso” di dubbio significato.
Viene un pò quel rimorso che hai quando stai in classe e i tuoi colleghi per una pura ingiustizia sono da qualche parte in giro, ovunque fuorchè lì dentro, a sorbirsi la voce cantilenante della prof P*no Pi*a (quella di religione per intenderci).
Ma il sacrificio immane dei pochi viene inaspettatamente premiato.
Io e il mio amico Lugi P*no siamo seduti in un banco sul fondo, pur con la classe mezza vuota, svaccati sulle sedie malridotte e con la testa appoggiata sulle braccia (come nella foto da esempio).

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Ce ne sono tante di ste foto, solo che in questo caso eravamo svegli (per quanto lo si possa essere durante un’ora di religione,a prima ora, il lunedì mattina).
E lì accade qualcosa che non ti saresti mai aspettato:(va ricordato che la classe in questione si trovava al piano terra, e si affaccia su un incrocio con uno degli stop più infidi della nostra cittadina).
A finestre aperte:

Pino Pina:     Dio di qua..  Dio di la.. credete in Dio..Dio vi segue..
               Dio è ovunque, Dio è in ogni luogo…

Uomo sul motorino,gridando,probabilmente irritato per il mancato rispetto da parte di qualcuno dello stop: OOOHH POCCO D*O.. MA T VO FIMMARI!!!!

Lei si fermò, come congelata; provai a resistere.. Luigi esplose, esplosi anche io, ci nascondemmo dietro il banco trovando a fatica la forza di tornare a respirare, lei si guardò intorno, si sedette alla cattedra, appoggiò i gomiti e si nascose la faccia tra i palmi.
Credo stette in quel modo almeno 7 o 8 minuti, il tempo per formularci la seguente domanda: Se avessero insultato vostro padre, vi sareste messi a ridere?
Il mio amico: Ma scusi.. mio padre in questa storia che c*zzo c’entra…

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E se l’ignoranza fosse un bene?

Pubblicato da salvosimone su Marzo 12, 2008

Conversazione via sms,qualche settimana fa:

amica: Ho bisogno del tuo aiuto   

io: Dimmi

lei: Voglio scrivere un libro, e mi chiedevo se mi potevi aiutare a mettere bene i verbi, o trovare parole simili ma più adatte in certi casi.

io: Certo posso aiutarti a coniugare i verbi e a trovare sinonimi… ma di che genere di libro si tratta?

lei: Un’autobiografia.

io: Mmm interessante.. Ma vedi che scrivere la storia della propria vita è lungo e impegnativo…

lei: Veramente non è sulla mia vita, ma di un altro.

io: allora non è un’AUTObiografia.

lei: Ma che dici.. A caca.

io: Buona fortuna col tuo libro.

Queste cose ogni tanto mi fanno pensare.. Perchè le persone che puntualizzano errori anche gravi vengono etichettate come pignoli e i loro suggerimenti presi poco in considerazione?                                                                                                                      

A volte mi chiedo se l’ignoranza sia un bene, come in quella puntata dei Simpson, dove Homer scopre di essere un genio dopo essersi tolto un pennarello conficcatosi nel suo naso da bambino. Homer vive così la vita della persona colta e intelligente per un breve periodo, finchè un giorno, resosi conto che la sua nuova mente gli metteva in luce le mille ingiustizie e difficoltà che una persona intelligente era costretta a vivere, decide di reinfilarsi un pennarello dritto su per il naso, tornando a vivere la sua vita piena di stupidità, ignoranza, e quindi di felicità.         

A mio avviso una delle puntate più acute e interessanti della storia dei cartoni.       

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Vita, morte e miracoli di uno scooter.

Pubblicato da salvosimone su Marzo 9, 2008

Più o meno a partire dai 14 anni, hai solo 3 cose in testa:

Una è giocare a pallone, l’altra è avere il motorino. Le macchinine poi manco esistevano.
Famiglie e famiglie, chi te lo affida a 13 anni e mezzo, chi ti dice la fatidica frase:
NON TE LO COMPREREMO MAI, è percoloso e i ragazzi ci muoiono.

Papà, ma tu avevi un motocross 125 a 15 anni e ti facevi le corse clandestine, e tu mamma hai raccontato mille volte di quella volta che hai rubato il Si della tua vicina antipatica e ti sei fatta il giro della provincia.

risposta jolly: una volta le strade e le persone erano diverse.

E con risposte del genere, anche se hai 14 anni, ti rendi conto che ogni possibilità di dialogo è preclusa in partenza.

La cosa bella è che tutte le famiglie, del primo e del secondo tipo descritti, e tutte le versioni intermedie, hanno un comune denominatore:

Il motore te lo comprano lo stesso.

Per me fu a 15 anni:Lo comprarono. Se non ti fai lasciare debiti, da giugno è tuo. 2 debiti.
Anno successivo:Se non ti fai lasciare debiti, da giugno è tuo. 2 debiti; assicurazione e patente già fatte, chiavi in mano.

Perchè questo intervento inutile? tra tre mesi circa ricorre la scomparsa del mio motore, che come per tutti ha rappresentato un pezzo della mia indipendenza, della mia libertà, della mia identità.
E’ normale che ti ci affezioni… ci vai a scuola tutti i giorni, ci vai a mare tutti i giorni, ci vai a giocare a pallone, ci vai per uscire in giro senza motivo, ci vai a recupero di matematica, ci vai all’assemblea d’istituto.
Ci corri sotto la piggia torrenziale con le nuvole che ti inseguono perchè devi fare una cosa per forza e di ruote hai solo quelle due.
Ci vai a prendere a casa Ciccio Mazzeo per andare a scuola alle 8 e 25 e lui esce dalla porta semivestito con lo spazzolino in bocca e ti risponde con leggerezza: Mi metto le scarpe e arrivo.
Ci vai al tono direzione casa di un tuo amico per prepararla per il 25 aprile con lui seduto dietro e 2 zaini e 3 buste piene, o in certe occasioni ci ospiti 3 persone, quali leggi della fisica permettano ciò nemmeno il mo professore lo sa.
Ci porti le tue amiche e le fai spaventare ridacchiando sorpassando a destra e a sinistra.
Ci vai in giro i giorni che fai campagnola e magari te ne sali a Castroreale o vai a Marinello. E magari non cambi la lana di vetro del silenziatore col simpatico effetto di fare un frastuono infernale svegliando le persone nel raggio di chilometri, soprattutto se quel frastuono lo fai di notte o alle 6 di mattina… A casa neanche dovevo aprire il cancello per entrare, facevano a tempo ad aprirmelo i miei sentendomi arrivare da lontano, anche con i doppi vetri.

E’ un peccato che debba morire, ma quando in 3 anni spendi 800 euro in meccanico senza aver mai fatto l’ombra di un incidente, tuo padre taglia i fondi per il meccanico, e come biasimarlo.
Guasti in sequenza del genere: silenziatore,cilindro,filtro aria.  filtro aria, cilindro, cilindro.
Pompa olio,pompa benzina,cinghia. Cilindro,cilindro,pistone. Una volta un primo maggio  a Tonnarella si ruppe il filo dell’acceleratore. Tornai a casa col buio dopo che una decina di improvvisati meccanci mi smontarono la manopola in venti secondi tipo Moto GP e mi affidarono il filo dell’acceleratore direttamente in mano, in assenza di pinze, con la raccomandazione: TIRALO PIANO E NON PASSARE MAI I VENTI. Ovviamente di andare a venti non se ne parlava. Ma arrivai vivo.

 Finchè una mattina.. un giorno di giugno, alla rottura dell’albero motore, finisce tutto. Mentre spegnevo il quadro col motore che ancora borbottava disperato in agonia in qualche modo sapevo che quella era la fine. Ora del decesso 12 e 39. Addio.                Amen

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Per chiarirci

Pubblicato da salvosimone su Marzo 9, 2008

Non un blog sulle risposte esistenziali.

Non un blog su di me, anche perchè giustamente non gliene frega piu di tanto quasi a nessuno.

Non un blog di informazione, di quelle ce ne sono già a miliardi ovunque.

Niente di conformistico.

Niente di anticonformistico.

Niente di politico.

Allora su cosa?

Avevo detto niente risposte.

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