Vita, morte e miracoli di uno scooter.
Pubblicato da salvosimone su Marzo 9, 2008
Più o meno a partire dai 14 anni, hai solo 3 cose in testa:
Una è giocare a pallone, l’altra è avere il motorino. Le macchinine poi manco esistevano.
Famiglie e famiglie, chi te lo affida a 13 anni e mezzo, chi ti dice la fatidica frase:
NON TE LO COMPREREMO MAI, è percoloso e i ragazzi ci muoiono.
Papà, ma tu avevi un motocross 125 a 15 anni e ti facevi le corse clandestine, e tu mamma hai raccontato mille volte di quella volta che hai rubato il Si della tua vicina antipatica e ti sei fatta il giro della provincia.
…
…
risposta jolly: una volta le strade e le persone erano diverse.
E con risposte del genere, anche se hai 14 anni, ti rendi conto che ogni possibilità di dialogo è preclusa in partenza.
La cosa bella è che tutte le famiglie, del primo e del secondo tipo descritti, e tutte le versioni intermedie, hanno un comune denominatore:
Il motore te lo comprano lo stesso.
Per me fu a 15 anni:Lo comprarono. Se non ti fai lasciare debiti, da giugno è tuo. 2 debiti.
Anno successivo:Se non ti fai lasciare debiti, da giugno è tuo. 2 debiti; assicurazione e patente già fatte, chiavi in mano.
Perchè questo intervento inutile? tra tre mesi circa ricorre la scomparsa del mio motore, che come per tutti ha rappresentato un pezzo della mia indipendenza, della mia libertà, della mia identità.
E’ normale che ti ci affezioni… ci vai a scuola tutti i giorni, ci vai a mare tutti i giorni, ci vai a giocare a pallone, ci vai per uscire in giro senza motivo, ci vai a recupero di matematica, ci vai all’assemblea d’istituto.
Ci corri sotto la piggia torrenziale con le nuvole che ti inseguono perchè devi fare una cosa per forza e di ruote hai solo quelle due.
Ci vai a prendere a casa Ciccio Mazzeo per andare a scuola alle 8 e 25 e lui esce dalla porta semivestito con lo spazzolino in bocca e ti risponde con leggerezza: Mi metto le scarpe e arrivo.
Ci vai al tono direzione casa di un tuo amico per prepararla per il 25 aprile con lui seduto dietro e 2 zaini e 3 buste piene, o in certe occasioni ci ospiti 3 persone, quali leggi della fisica permettano ciò nemmeno il mo professore lo sa.
Ci porti le tue amiche e le fai spaventare ridacchiando sorpassando a destra e a sinistra.
Ci vai in giro i giorni che fai campagnola e magari te ne sali a Castroreale o vai a Marinello. E magari non cambi la lana di vetro del silenziatore col simpatico effetto di fare un frastuono infernale svegliando le persone nel raggio di chilometri, soprattutto se quel frastuono lo fai di notte o alle 6 di mattina… A casa neanche dovevo aprire il cancello per entrare, facevano a tempo ad aprirmelo i miei sentendomi arrivare da lontano, anche con i doppi vetri.
E’ un peccato che debba morire, ma quando in 3 anni spendi 800 euro in meccanico senza aver mai fatto l’ombra di un incidente, tuo padre taglia i fondi per il meccanico, e come biasimarlo.
Guasti in sequenza del genere: silenziatore,cilindro,filtro aria. filtro aria, cilindro, cilindro.
Pompa olio,pompa benzina,cinghia. Cilindro,cilindro,pistone. Una volta un primo maggio a Tonnarella si ruppe il filo dell’acceleratore. Tornai a casa col buio dopo che una decina di improvvisati meccanci mi smontarono la manopola in venti secondi tipo Moto GP e mi affidarono il filo dell’acceleratore direttamente in mano, in assenza di pinze, con la raccomandazione: TIRALO PIANO E NON PASSARE MAI I VENTI. Ovviamente di andare a venti non se ne parlava. Ma arrivai vivo.
Finchè una mattina.. un giorno di giugno, alla rottura dell’albero motore, finisce tutto. Mentre spegnevo il quadro col motore che ancora borbottava disperato in agonia in qualche modo sapevo che quella era la fine. Ora del decesso 12 e 39. Addio. Amen
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