mamozzo’s blog

Dal blog di uno che aveva poca voglia di scriverlo…

Archivio per 12 Aprile 2008

Messaggi subliminali

Pubblicato da salvosimone su Aprile 12, 2008

Ora, circa duecento anni fa è successo un bel casino, a distanza di un bel pò di anni l’uno dall’altro, nascono lo scozzese Alexander Grahm Bell  e l’italiano Antonio Meucci; il primo il tre marzo, il secondo il tredici aprile. Sapete benissimo che entrambi inventarono il telefono, ma Meucci molto prima, solo che non aveva i soldi per il brevetto, a differenza di Bell che così si “aggiudicò” la formalità dell’invenzione.

Mi trovavo questo luglio in un’aula in Irlanda, la professoressa (scozzese) ci fece elencare degli inventori a caso, per poi citarne le relative invenzioni. Ovviamente decisi di gustarmi subito la carta:

“I remember about Antonio Meucci, who invented the phone….”

Ci misimo un quarto d’ora a concludere la controversia, e comunque siamo rimasti ciascuno della propria posizione. Questo rende l’idea di quanto il dibattito in merito sia ancora acceso.

Succede così che il tre di questo marzo google ha avuto la felice idea di commemorare l’anniversario della nascita di Bell in questo simpatico modo

                       

Non ci sarebbe niente di male, ma ne è conseguita subito una prevedibile lagna dei blogger italiani, che iniziano a sparlare e a chiedere a google di commemorare anche il bicentenario della nascita di Meucci. Ovviamente google ha trattato i piagnucolosi e orgogliosi italiani come tali, e li ha prontamente accontentati.
Ora, anche se non mi sono lagnato per rivendicare un’invenzione che comunque è di Meucci e non mia, mi fà certamente piacere che google commemori un inventore italiano, ma santo cielo, google lo usano anche tanti bambini…

  

 

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In tema di elezioni.

Pubblicato da salvosimone su Aprile 12, 2008

In tema di elezioni…

Se non l’avete mai sentita, fatelo adesso….       

 

 

    

Una canzone davvero geniale, già a partire dal titolo    

                                    Rap lamento

 
Per fare una partita alla “Repubblica” occorre essere iscritti a una compagine politica:
ce ne son decine tra cui scegliere a seconda del colore (anche se ultimamente il nero va per la maggiore).
Una volta che si è in squadra – o in squadraccia – è importante aver le natiche al posto della faccia
per riuscire a reggere la fase atletica, con più tensioni: la campagna acquisti, detta anche “le elezioni”.
Caratteristica della “Repubblica” è di esser gioco a palla multipla, ma senza limiti di numero, volume o qualità di sorta: ognuno inventa le sue palle e poi le spara a propria volta.
E il pubblico pagante che finora è stato zitto decide chi tifare, esercitando un suo diritto,
credendo a quelle palle che lo fanno più contento e premiandone l’autore con un posto in Parlamento.
 
Quando sei in cabina e giochi la schedina ricordati che sei la colonna di un sistema.
Valuta un po’ prima: rametto o bandierina? Scegli attentamente il tuo prossimo problema.
 
II Parlamento è uno stadio tutto pazzo: 2 curve a gradinate senza un vero campo in mezzo,
rinchiuse in 2 palazzi in cui s’attizzano gli scazzi tra schiamazzi e rubamazzi,
istituzionalizzando gli intrallazzi.
Si aprono le danze tra le squadre elette e parte il walzer delle alleanze,
in cui vengono stretti tutti i gatti con i sorci,
i cani con i porci, in quell’unico bestiario che dovrebbe governarci.
La maggioranza vince, il resto fa l’opposizione, un manipolo di eletti forma una delegazione,
va dall’arbitro sul colle per prestare giuramento forgiando nuove palle da buttare in Parlamento.
‘Ste palle – dette “leggi”, per via del peso scarso – avuto un voto, un veto, un Vito ed un ricorso,
galleggiano tra i banchi tutto quanto il santo giomo: da destra a sinistra a destra e poi ritorno.
 
Quando sei in cabina e giochi la schedina ricordati che sei la colonna di un sistema.
Valuta un po’ prima: rametto o bandierina? Scegli attentamente il tuo prossimo problema.
 
Nell’ ultimo periodo il gioco è fatto statico, monotono, le palle son talmente enormi che manco rimbalzano,
ma schiacciano le regole e all’ arbitro che estrae un cartellino danno pure del daltonico:
bazzecole, il peggio ha da succedere.
Qui stanno convincendo il pubblico a pagare senza scegliere,
abbonandosi al satellite e restando tutti a casa,
usando il nome di “Repubblica” per tutta un’altra cosa: uno sport che si gioca su una piazza da un balcone,
dove uno urla qualcosa e tutti gli altri che ha ragione. Brutta razza ’sti tizi che in terrazza
dirigon con la mazza un gioco in cui s’ammazza chi non si sollazza!
Da un bel pezzo c’è st’andazzo e non prendetemi per pazzo
se ipotizzo ’ste compromissioni storiche, ma qui nel nostro
Stato il campionato vien giocato solamente da due squadre con le maglie identiche.
 
Quando sei in cabina e giochi la schedina ricordati che sei la colonna di un sistema.
Valuta un po’ prima: rametto o bandierina? Scegli attentamente il tuo prossimo problema.

 

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Non aprite quella porta.

Pubblicato da salvosimone su Aprile 12, 2008

Università di Messina, facoltà di ingegneria. Struttura moderna e avveniristica.
Centinaia di studenti costretti a studiare cose assurde e che non gli serviranno mai in futuro (ammesso da ingegneri adulti stessi), se non a bocciarli e a fargli pagare anni di laute tasse universitarie.
Ma vabè, una preparazione (e un titolo) se vuoi lavorare devi pur averceli, in compenso quando esci di lì sei uno che ce la sa.. Uno con gli attributi.
Quindi mi pare giusto che se sbagli di un’inezia calcoli come questo
                                                         Cattura1
 
Non passi ad un esame [scritto, poi c'è l'orale..]
Non c’è da meravigliarsi se ad ogni esame la media degli ammessi è del dieci per cento circa. Ma ripeto, poi esci preparato…
Così, mentre ti dai questa vaga giustificazione mentre esci sconsolato dalla facoltà, dopo un’ennesima giornata stremante, apri una porta, e ci sbatti quasi sopra:
 
  portaingontano     portaingvivino
 
E’ stata progettata da qualche ingegnere, in modo da andare a sbattere esattamente su una struttura metallica parasole/pioggia.
Non so… sono cose che ti danno una certa motivazione a sapere a memoria e nel dettaglio dozzine di libri da cinquecento pagine… bah
.
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Pornografia: un esperimento scientifico.

Pubblicato da salvosimone su Aprile 12, 2008

Molti sanno, pochi non sanno e tutti gli altri fanno finta di non sapere, che la parola più cercata in tutti i motori di ricerca, in tutto il mondo, è proprio quella che state pensando: “sesso”.
Seguono a ruota tutte le sue varianti e sfaccettature, come “porno” e tutte le altre che non sto qui ad elencare.
Nelle classifiche di google che si trovano in giro (zeitgeist) queste parole vengono ovviamente omesse (tanto stanno fisse ai primi posti).
Questo post è inutile, vero? Direi di no, visto che semplicemente scrivendo quelle due parole, le visite del blog raddoppieranno a breve ;D

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