mamozzo’s blog

Dal blog di uno che aveva poca voglia di scriverlo…

Archivio per 19 Aprile 2008

Una scommessa è una scommessa.

Pubblicato da salvosimone su Aprile 19, 2008

Documentario

Una delle cose più antiche del mondo, a parte la prostituzione, la ruota e Mike Bongiorno, è sicuramente la passione per le scommesse.
Fin da sempre l’uomo ha manifestato una forte propensione a questo genere di atto sociale, che si può manifestare nelle più svariate forme e che può avere le più diverse motivazioni.
Numerosi i ritrovamenti di manoscritti che testimoniano la presenza di scommesse al gioco dei dadi già al tempo della civiltà egiziana oltre che, più ad Est, in India, in Cina ed in Giappone, dove pare che già nel lontano 4000 a.c. si scommettesse ai dadi ed alle corse dei carri.

Le ricerche archeologiche ed antropologiche testimoniano dunque l’esistenza del gioco d’azzardo in ogni epoca, cultura, tipo di società e di strato sociale; ad oggi, si ritiene che l’origine di questa antica pratica sia da ricollegare ai rituali religiosi che i popoli primitivi compivano per tentare di presagire o di forzare la volontà del fato.

Successivamente al gioco d’azzardo, si sono sviluppate nuove forme di questa particolare sfaccettatura dell’interazione umana.
Si sono evoluti nuovi tipi di scommesse, al di là dell’evento prettamente statistico o competitivo.
C’è chi considera questo tipo di scommesse un fenomeno di natura puramente esibizionistica, come quello mostrato nel nostro primo documentario visivo:


In questo esempio, a prima vista sembra esserci un lampante desiderio di mettersi in mostra di un giovane mongo ancora a inizio carriera (altrimenti perchè bere un intero bicchiere di wisky così, senza motivo).
Altri sostengono che sia una forma di “animazione” di serate che altrimenti non avrebbero avuto niente di memorabile.

Accade tuttavia che tali eventi possano essere persino pericolosi, i masai per dimostrare il proprio coraggio vanno a caccia di leoni armati solo di una lancia; il ragazzo medio dell’europa occidentale, invece, usa esprimersi in prove di abilità e coraggio decisamente meno pericolose, ma compensativamente molto variopinte.
Come ad esempio mettere in bocca una dozzina di palle di carta (notare il tipico soggetto medio borghese, e la sua faccia da “chi-cazzo-me-l’ha-fatto-fare” durante la ripresa)

      

Sovente queste pratiche tuttavia raggiungono livelli di autolesionismo non indifferenti, come ad esempio “tirare di naso” un’aspirina

DISCLAIMER: DO NOT TRY THIS AT HOME!! Bambini non provateci a casa, non avete le narici di mongo!!! Lui è un professionista che si allena in scommesse tutti i giorni.. non imitatelo, grazie

       

Altre volte, invece, si riesce a fare qualcosa che venga ricordato nei secula seculorum, senza tuttavia farsi del male o fare del male a qualcuno.
Com’è possibile farlo? Immaginate un palacultura, immaginate trecento rappresentanti (oddio, per quanto riguarda lo scientifico siamo andati in giro io e Ciccio Mazzeo accattonando gentaglia per i plessi, infatti c’era pure mongo) delle scuole di un’intera città, immaginate un senatore che vi tiene un discorso. Immaginate che una persona qualunque si alzi di punto in bianco, e vada a sedersi al tavolo della conferenza.
L’avete immaginato? Bene ora guardate

Apre le danze il celeberrimo professionista mongo, a conferenza ancora da iniziare (c’è pure in sottofondo un bellissimo “stai zitto” del prof Manu*i)

 

il resto è storia

camera1(Fava, altamente instabile causa inarrestabili contrazioni diaframmatiche)

camera2(Fleres, che per sbaglio ha premuto pausa durante la registrazione)

Vi chiederete: perchè tutto questo?   Esibizionismo? Denaro? Stupidità? Incoscienza? Tutte e quattro?

Pensatela come volete,non vuole esserci una morale, ma può esserci una spiegazione molto semplice..
Una scommessa è una scommessa, e và onorata in quanto tale.
Non siamo mica tutti dei quaraqquaqquà ;-)

 

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Abiura di me.

Pubblicato da salvosimone su Aprile 19, 2008

Non riesco a non ascoltare e riascoltare questa canzone all’infinito, con il volume al massimo, a livello di distruggermi i timpani.
Una raffica di rime e metafore sui videogiochi a duecento all’ora e un ritornello che fa venire i brividi.
Ascoltatela è imperdibile

 
Se pensi che possa cambiare il mondo ti sbagli alla grande. E’ già tanto se mi cambio le mutande. voglio solo darti un’emicrania lancinante fino a che non salti nel vuoto come uno stunt man. Pensavi che sparassi palle? Bravo! io sono il drago di Puzzle Bobble. Come Crash mi piace rompere le scatole ma rischio le mazzate che nemmeno Double Dragon.
Sarà per questo che c’è sempre qualche bloggher che mi investirebbe come a Frogger. Gli bucherò le gomme e bye bye, al limite può farmi una Sega Megadrive. Non mi vedrai salvare un solo lemming, né stare qui a fare la muffa come Fleming.
Non darmi Grammy né premi da star ma giocati il tuo penny e premi ’start’.
RIT: Io voglio passare ad un livello successivo, voglio dare vita a ciò che scrivo.
Sono paranoioco ed ossessivo fino all’abiura di me. Vado ad un livello successivo dove dare vita a ciò che scrivo.
Sono paranoico ed ossessivo fino all’abiura di me.
Io faccio politica pure quando respiro, mica scrivo musica giocando a Guitar Hero. Questi argomenti mi fanno sentire vivo in mezzo a troppi zombie di Resident Evil. Macché divo, mi chiudo a riccio più di Sonic, fino a che non perdo l’armatura come a Ghost’n'Goblins. Mi metto a nudo io, non mi nascondo come Snake in Metal Gear Solid. Ho 500 amighe, intesi? Faccio canzoni mica catechesi! Prendo soldi con il pugno alzato come Super Mario ma non li ho mai spesi.. per farmi le righe come a Tetris. La scena rap è controversa, sfuggo con un salto da Prince of Persia.
Io non gioco le olimpiadi Konami, se stacco le mani l’agitazione mi resta. RIT.
Io non vengo dalla strada sono troppo nerd, non sposo quella causa, ho troppi flirt. Vivo tra gente che col Red Alert passa la vita sui cubi come Q Bert. Ho visto pazzi, rievocare vecchi fantasmi come Pac Man e Dan Akroid.
Ho visto duri che risolvono problemi alzando muri che abbattono come ho fatto in Arkanoid. Nemmeno Freud saprebbe spiegarmi perchè la notte sono di aumentare le armi. Perché la terra mi pare talmente maligna che in confronto Silent Hill assomiglia a Topolinia. Io devo scrivere perché sennò sclero, non mi interessa che tu condivida il mio pensiero. Non cammino sulle nubi come Wonder Boy. Mi credi il messia? Sono problemi tuoi! RIT.

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George Best

Pubblicato da salvosimone su Aprile 19, 2008

Sul suo letto di morte, agonizzante e circondato da macchinari che lo tenevano in vita:

“Ho speso un sacco di soldi per alcool, belle donne e macchine veloci… Tutti gli altri li ho sperperati in giro”

Un maestro di vita

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