mamozzo’s blog

Dal blog di uno che aveva poca voglia di scriverlo…

Diario di un maltese.

Pubblicato da salvosimone su Agosto 8, 2008

Eravamo rimasti ai minuti che precedevano la partenza, sono passati 8 giorni. Tante cose sono successe…
Ma come di consueto, prima di passare alla cronaca credo sia opportuno parlare un pò del posto dove siamo andati, di modo da avere un panorama abbastanza definito di Malta che faccia da cornice ai racconti che verranno, come era stato per Dubino.
Ebbene di Malta possiamo dare tante definizioni; la si può definire “un’isola adatta ai giovani”, una “Ibiza in miniatura”, o come diceva la buonanima di Ermes prima che partissimo, “A Malta c’è lo schifo”. In senso buono, naturalmente.
Pochi passi in giro per Paceville e ci accorgiamo subito che il nostro caro amico nonchè futuro marinaio aveva ragione. Strapieno di gente da ogni buco di quest’Europa. Più tardi analizzeremo le varie etnie e le loro percentuali, anche se spesso sembrava di essere a Catania…
Noi ci trovavamo a S.Julians, cira 200 metri da Paceville, che è il cuore pulsante di tutta la vita Maltese, specialmente quella notturna.
Immaginate una lunga scalinata in stile Piazza di Spagna, ma più stretta (per chi non ci fosse mai stato, azzardo un paragone pietoso con la scalinata del Borgo).
Ai lati di questa via si trovavano praticamente tutti i Club e i locali, tutti gratuiti, con i propri Dj (quasi sempre musica dance), cubiste per la gioia di Graziano, bar e quant’altro.L’età media era abbastanza bassa e a ballare si trovavano solo ragazzi, anche ragazzini (per la gioia di uno di noi, che sembrando più piccolo faceva man bassa), eccetto qualche scandaloso caso di orripilanti cinquantenni ninfomani. L’età media nei locali quindi era abbastanza bassa, circa sui vent’anni o poco più.
Alla fine di questa lunga strada si arriva alla parte commerciale, cioè nient’altro che una struttura a più piani con la solita accozzaglia di marchi tipo Nike, Tommy Hilfiger, MacDonald, Mozzarella’s, souvenir/cazzatelle maltesi e persino l’Hard Rock Cafè.
La gente del luogo non era ben definibile in quanto nel nostro quartiere avevamo quasi solamente a che fare con turisti e con catanesi. Ci sono anche alcune belle spiagge, anche se l’unica volta che ci siamo andati (alle 5 e mezza di mattina) io e mio cugino abbiamo trovato tanti di quei bucati che poi siamo rimasti decisamente restii a tornarci per il resto dei giorni.
Le strade erano di una sorta di asfalto quasi liscio, col simpatico effetto che alla minima accelerata in curva anche una tipo di seconda mano riusciva ad esibirsi in una sgommata stridente degna dei bei tempi del Doblò, liberando decibel a palate nel pieno della notte, ben udibili anche se ti trovi al settimo piano e stai dormendo. (Si intenda che per noi il pieno della notte lo si poteva collocare circa per le ore 12:00 AM.)
Non resta molto altro da dire, anche perchè questi sette giorni sono passati all’insegna di gioia, divertimento ed allegria (sesso, droga & rock’n roll)quindi non abbiamo girato molto nelle varie zone, benchè Giorgianni da buon padre-di-famiglia facesse proposte oscene del tipo ” Si potrebbe andare a fare una bella passeggiata nel pomeriggio, visitare qualche monumento e magari prenderci un bel gelato..”
Proposte che gli sono costate i più scabrosi e violenti sevizi, in prevalenza per mano del brutale Graziano.
In definitiva una città piccola ma ben organizzata, ottima per una o due lunghe settimane di puro divertimento con i propri amici. Nulla di più, nulla di meno. Poi è ovvio che come in ogni luogo in cui si va a vivere, alla fine ci si affeziona un pò, tornare è triste e l’inverno che aspetta al varco intimorisce.

Prossimamente, un’occhiata sulla gente che si può incontrare a Malta, chi purtroppo chi per fortuna.
Dopo ancora, si passa a parlare dei fatti ;)

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